Sono figlia, moglie, madre e contabile,
sempre con un libro tra le mani.
Poi ho deciso di scriverne uno e,
una pagina tira l'altra,
sono diventata una scrittrice.
La volta del Bricolla
LA VOLTA DEL BRICOLLA
La bricolla è "una sacca di iuta cucita grossolanamente, irrigidita dal cartone, con due bretelle per il trasporto, che può contenere fino a 35/40Kg di sigarette".
Bricolla è anche il soprannome di Piero Viganò , uno spallone che per fame, prende la via della montagna verso il confine svizzero.
Negli anni della guerra, dai piccoli paesi del luinese sdraiati sulla sponda magra del Lago Maggiore, attraversavano non solo contrabbandieri
carichi di riso e farina da scambiare con cacao, sale, tabacco e caffè, ma anche ladri, disertori ed ebrei.
Nel 1945 la guerra finisce, ma non si conclude la storia del Bricolla, che vede nei soldi del contrabbando il modo più veloce per assicurarsi una nuova esistenza. Ma a pochi mesi dall'addio alla vita di sfrosatore, succede un fatto che cambia per sempre la sua vita.
il destino si presenta con un "carico speciale" e lo costringe a dare l'addio al futuro da barista.
alla soglia dei settant'anni, Piero rientra a Mogliasca, nella casa ristrutturata della sua famiglia di origine e il passato da Bricolla torna a mostrarsi nell'ufficio del sindaco.
Non è solo la storia di un contrabbandiere, ma una vicenda umana intrisa di generosità e amore.
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