giovedì 30 giugno 2016

Ho deciso di aggiungere in questo Blog anche le  mie recensioni sui libri letti.  Comincerò con quello appena terminato: SOTTO UN SOLE DIVERSO di Ernst Lothar.
Premetto che conosco e frequento l'Alto Adige, a pochi chilometri da Bolzano abitano mio padre e mio fratello e ho ripercorso volentieri i paesaggi dolomitici inseriti nella trama all'inizio del libro. Ho sempre ammirato l'ordine e  la tranquillità, oltre che la meraviglia delle Dolomiti e ho sempre pensato che tanta bellezza tutta italiana contrastasse un po' con il rude carattere degli abitanti poco inclini al sorriso, che si ostinano a parlare in tedesco, a vestirsi come il nonno di Heidi, così troppo legati alle loro tradizioni.
Fin qui, fino ad ora. Ecco, dopo aver letto questo libro ho capito e guarderò i loro pantaloni di pelle e i loro grembiuli con occhio diverso. Perché la Storia, quella con la Esse maiuscola, ha tolto loro Patria e identità.
Nel corso degli anni '30 il Tirolo era bottino di guerra italiano, pur mantenendo autonomia, ma quando l'Austria fu annessa al Reich, nonostante l'esultanza dei tirolesi che si rivedevano austriaci, Hitler non li riprese con sé. I tirolesi potevano essere integrati nel Reich o stabilizzati in Italia, dovevano scegliere, anche se in entrambi i casi avrebbero perso la loro autonomia, con la possibilità di essere trasferiti senza sapere dove. Ma i tirolesi non sono tedeschi né italiani, sono una minoranza fiera di sé.
Il libro ripercorre la storia della famiglia Mumelter: il vecchio ed orgoglioso nonno che chiamerà sempre Bozen la sua Bolzano e che va a messa, ma solo quando è recitata in tedesco; i tre nipoti così diversi tra loro tra cui uno, Andreas, che cercherà in ogni modo di opporsi a quella che è, senza giri di parole, una deportazione.
Proprio a causa delle sue intemperanze che lo porteranno in carcere, la famiglia Mumelter verrà considerata "indesiderata", caricata su un treno e trasferita in Boemia.
Struggente è l'immagine del vecchio Mumelter che, a novantuno anni, deve abbandonare la sua terra, salutare la sua casa, i suoi alberi, le sue albe, i suoi tramonti e il suo mestiere di intagliatore del legno.
Non è giusto strappare un popolo dalla sua terra né strappare la terra al suo popolo.
Ernst Lothar, con precisione storica impeccabile e stile perfetto, ci trascina in esilio, ci fa ascoltare le urla strazianti del campo vicino a Plzen e ci rende impotenti, disperati, come Andreas, come il vecchio Mumelter perché non c'è modo, no, non c'è modo di cambiare il corso della Storia.
Leggetelo e, vi assicuro, riscoprirete il Tirolo e i suoi abitanti, li conoscerete meglio, li capirete e avranno tutto il vostro rispetto, quello che si meritano.
Per il mio libro "Come se l'amore potesse bastare", sono partita da una frase che sentivo spesso da ragazza: LAVORO E' GUADAGNARE UNO STIPENDIO ALLA FINE DEL MESE E LAVORO E' FAR BASTARE QUELLO STIPENDIO UN MESE.
E questo lavoro lo facevano e lo fanno ancora le donne nella maggior parte delle famiglie. Affitto, spese scolastiche, bollette...tutto deve rientrare nello stipendio.
Voi cosa ne pensate?

giovedì 16 giugno 2016

La me casalinga

Mi scappa l'orecchio su uno spot televisivo che reclamizza una batteria di pentole con fondo così antiaderente che non si attacca nemmeno la plastica fusa e penso....ma perchè dovrei cuocere della plastica? Oppure mi sfugge qualcosa?

Ecco, ci siamo.

Grazie a Raffaella Bossi per l'aiuto. Questo blog si sta formando e mi piace assai!

sabato 11 giugno 2016

Lunedì sera su Canale 5 trasmetteranno "Orgoglio e pregiudizio", su Rai 1 La partita Belgio/Italia.
Maschietti da una parte e femminucce dall'altra!

venerdì 10 giugno 2016

Primo argomento suggerito dalle amiche Raffaella e Lilli. Come si sono perdere e modificare senza volerlo le fotografie durante il caricamento da macchina fotografica a computer?

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Nessun post...inizio oggi, in questo momento. Ora ci penso!