mercoledì 18 aprile 2018

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Anteprima: "LA BAMBINA CHE TROVAVA LE COSE PERDUTE" di Patrizia Emilitri


Genere:  Narrativa
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine:  280
Prezzo:  9,99 (E-book) - € 16,90
Uscita:  24 Aprile 2018



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Sinossi

A Vier, un piccolo borgo sospeso nello spazio e nel tempo in provincia di Trento, Noemi Rainer possiede una graziosa vineria, il Rosa Bianca - dove vende composte, sciroppi, uvetta sotto spirito, oltre, naturalmente, al vino - e nasconde un segreto. Un dono che per anni ha chiuso in un angolo del suo cuore, ma che ora, in una mattina di primavera che già profuma d'estate, torna a bussare prepotente nella sua vita.Il segnatempo che domina da più di trent'anni la piazza del paese, infatti, tutt'a un tratto è scomparso.I vieresi ci passano davanti ogni mattina e lo guardano ammirati. 
Qualcuno dice che è magico, qualcun altro, più devoto, è convinto che sia benedetto. Ma, si sa, ognuno vede quel che vuol vedere e ognuno crede ciò che vuol credere. Negli anni, però, a Vier si sono convinti in molti che quella scultura porti davvero fortuna, come promesso dal suo creatore. E ora va assolutamente ritrovata. 
C'è solo una persona che può farlo ed è lei, Noemi, la bambina, ormai adulta, con il dono: quello di ritrovare le cose perdute.
Dall'inconfondibile e delicata penna dell'autrice varesina, Patrizia Emilitri, la storia intensa e suggestiva di una bambina speciale, capace di ritrovare gli oggetti più cari o preziosi che la gente smarrisce, e di intrecciare così desideri e destini. 

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mercoledì 28 marzo 2018

Anteprima "La bambina che trovava le cose perdute" di Patrizia Emilitri

Cari amici lettori,

vi presentiamo in anteprima LA BAMBINA CHE TROVAVA LE COSE PERDUTE di Patrizia Emilitri, in uscita il 24 aprile grazie alla Sperling & Kupfer.



Titolo: La bambina che trovava le cose perdute
Autrice: Patrizia Emilitri
Editore: Sperling & Kupfer
Genere: Narrativa Contemporanea
Uscita: 24 aprile
Pagine: 288



A Vier, un piccolo borgo sospeso in provincia di Trento, Noemi Rainer ha una graziosa vineria, il Rosa Bianca - dove vende composte, sciroppi, oltre, naturalmente, al vino -, e un segreto. Un dono che per molto tempo ha chiuso in un angolo dentro di sé, ma che ora torna a bussare nella sua vita. Il segnatempo che domina da più di trent'anni la piazza del paese tutt'a un tratto è scomparso. Qualcuno dice che è magico, qualcun altro, più devoto, che sia benedetto, e sono in molti a Vier a essere convinti che quella scultura porti davvero fortuna, come promesso dal suo scultore. E l'unica che può aiutarli a ritrovare il portafortuna ora è lei, la bambina, ormai adulta, con il dono: quello di ritrovare le cose perdute.



L'AUTRICE


Patrizia Emilitri è nata in provincia di Varese, dove vive insieme al marito, i due figli e tre cani. Ha vinto numerosi premi letterari, tra i quali il Premio Chiara sezione inediti con il volume Racconti. Collabora con l'associazione culturale "Le curiose" e organizza corsi di scrittura.

DAL 24 APRILE IN TUTTE LE LIBRERIE!

A Vier, un piccolo borgo sospeso in provincia di Trento, Noemi Rainer ha una graziosa vineria, il Rosa Bianca - dove vende composte, sciroppi, oltre, naturalmente, al vino- e un segreto. Un dono che per molto tempo ha chiuso in un angolo dentro di sè, ma che ora torna a bussare nella sua vita.  Il segnatempo che domina da più di trent'anni la piazza del paese tutt'a un tratto è scomparso. Qualcuno dice che è magico, qualcun altro, più devoto, che sia benedetto, e sono in molti a Vier a essere convinti che quella scultura porti davvero fortuna, come promesso dal suo scultore. E l'unica che può aiutarli a ritrovare il portafortuna ora è lei, la bambina, ormai adulta, con il dono: quello di ritrovare le cose perdute.
Dopo un lungo periodo di assenza, rieccomi qui. L'uso della tecnologia mi è ancora abbastanza sconosciuto. ma da oggi m'impegnerò, giuro!

giovedì 30 giugno 2016

Ho deciso di aggiungere in questo Blog anche le  mie recensioni sui libri letti.  Comincerò con quello appena terminato: SOTTO UN SOLE DIVERSO di Ernst Lothar.
Premetto che conosco e frequento l'Alto Adige, a pochi chilometri da Bolzano abitano mio padre e mio fratello e ho ripercorso volentieri i paesaggi dolomitici inseriti nella trama all'inizio del libro. Ho sempre ammirato l'ordine e  la tranquillità, oltre che la meraviglia delle Dolomiti e ho sempre pensato che tanta bellezza tutta italiana contrastasse un po' con il rude carattere degli abitanti poco inclini al sorriso, che si ostinano a parlare in tedesco, a vestirsi come il nonno di Heidi, così troppo legati alle loro tradizioni.
Fin qui, fino ad ora. Ecco, dopo aver letto questo libro ho capito e guarderò i loro pantaloni di pelle e i loro grembiuli con occhio diverso. Perché la Storia, quella con la Esse maiuscola, ha tolto loro Patria e identità.
Nel corso degli anni '30 il Tirolo era bottino di guerra italiano, pur mantenendo autonomia, ma quando l'Austria fu annessa al Reich, nonostante l'esultanza dei tirolesi che si rivedevano austriaci, Hitler non li riprese con sé. I tirolesi potevano essere integrati nel Reich o stabilizzati in Italia, dovevano scegliere, anche se in entrambi i casi avrebbero perso la loro autonomia, con la possibilità di essere trasferiti senza sapere dove. Ma i tirolesi non sono tedeschi né italiani, sono una minoranza fiera di sé.
Il libro ripercorre la storia della famiglia Mumelter: il vecchio ed orgoglioso nonno che chiamerà sempre Bozen la sua Bolzano e che va a messa, ma solo quando è recitata in tedesco; i tre nipoti così diversi tra loro tra cui uno, Andreas, che cercherà in ogni modo di opporsi a quella che è, senza giri di parole, una deportazione.
Proprio a causa delle sue intemperanze che lo porteranno in carcere, la famiglia Mumelter verrà considerata "indesiderata", caricata su un treno e trasferita in Boemia.
Struggente è l'immagine del vecchio Mumelter che, a novantuno anni, deve abbandonare la sua terra, salutare la sua casa, i suoi alberi, le sue albe, i suoi tramonti e il suo mestiere di intagliatore del legno.
Non è giusto strappare un popolo dalla sua terra né strappare la terra al suo popolo.
Ernst Lothar, con precisione storica impeccabile e stile perfetto, ci trascina in esilio, ci fa ascoltare le urla strazianti del campo vicino a Plzen e ci rende impotenti, disperati, come Andreas, come il vecchio Mumelter perché non c'è modo, no, non c'è modo di cambiare il corso della Storia.
Leggetelo e, vi assicuro, riscoprirete il Tirolo e i suoi abitanti, li conoscerete meglio, li capirete e avranno tutto il vostro rispetto, quello che si meritano.
Per il mio libro "Come se l'amore potesse bastare", sono partita da una frase che sentivo spesso da ragazza: LAVORO E' GUADAGNARE UNO STIPENDIO ALLA FINE DEL MESE E LAVORO E' FAR BASTARE QUELLO STIPENDIO UN MESE.
E questo lavoro lo facevano e lo fanno ancora le donne nella maggior parte delle famiglie. Affitto, spese scolastiche, bollette...tutto deve rientrare nello stipendio.
Voi cosa ne pensate?